lunedì 27 giugno 2011

Unplugged



Per chi ha vissuto i Nirvana in profondità, magari da adolescente, non è facile riascoltarli. Personalmente ci riesco solo con l'unplugged, che è un po' meno doloroso, ma solo un po', perchè in fondo indica quello che poteva essere e non è stato. Questa volta è successo che per caso ho trovato un live di Neil Young del 1971 (da cui è estratto il primo video qui sopra) e la somiglianza per me è impressionante.

Confrontate i due video: stesso taglio di capelli, stesso modo di aggiustarseli, perfino un cardigan in comune. Anche lo studio tv e l'atmosfera intorno sembra la stessa. Viene quasi da pensare che Cobain abbia preso a modello il concerto di Neil Young di 23 anni prima. Tutti hanno già scritto che Young è il papà del grunge, per non parlare della storia del "meglio bruciare che spegnersi lentamente". In realtà mi fa piacere scoprire che il legame fra Cobain e Young sia prima di tutto musicale. Si capisce dal modo di cantare: anche se le voci sono diverse, sembrano entrambe sempre sul punto di spezzarsi.

Se arrivate alla fine del secondo video, quello di Where Did You Sleep Last Night?, la voce di Cobain rischia di spezzarsi per davvero. Quel respiro finale, quel respiro che si sentiva anche sul cd, è accompagnato da uno sguardo stranissimo, difficile da decifrare. Probabilmente significa molto meno di quanto sembri, magari è solo concentrazione. Però quel respiro viene prima dell'ultima nota dell'ultimo disco, e mi ha sempre impressionato.

mercoledì 22 giugno 2011

Bon Iver: due cose dette con il cuore

Ci sono due cose che mi preme dire su Justin Vernon, ai più conosciuto come Bon Iver (storpiatura del francese bon hiver, buon inverno). La prima, è che il cantautore del Wisconsin non è un campione di tempismo. Infatti, il suo secondo disco omonimo, è uscito ieri 21 giugno, data che dà il via alla stagione estiva. Ora, ascoltate con me un po' di anticipazioni in streaming e capirete che le atmosfere evocate dal disco sono la cosa più lontana dall'estate che ci si possa immaginare.
La seconda è consequenziale alla prima: secondo me il ragazzo ha bisogno di una sferzata di energia e felicità, di essere ospitato in una comune hippie oppure di passare un periodo significativo della sua vita a scorrazzare tra campi di margheritine e spiagge bianche. Justin, davvero, l'Italia è un paese pieno di problemi ma tutto quello che dicono sul sole è vero, se vuoi ti ospitiamo noi di Off The Record per farti riprendere un po'.
Detto questo, il disco (registrato in una ex clinica veterinaria riadattata a studio da Justin e suo fratello) è molto bello. Ancora di più lo è la traccia che lo apre, Perth. Che, a mio parere, è anche quella più straziante (é talmente malinconica che ti fa avere nostalgie di cose che non sono neanche ancora finite).
Ricevute queste avvertenze, mettetevi comodi e preparatevi a cullare il vostro lato più malinconico (ignorando la musica dance che viene dal baretto con i tavoli all'aperto che avete sotto casa) con il primo video estratto da Bon Iver, Calgary:

Visions of Anna

venerdì 17 giugno 2011

Stereo Story

Il mio primo stereo, in realtà, era una scatola vuota dipinta di nero. Due piastre per le cassette, due casse, una radio con un finto sintonizzatore e un giradischi sopra, il tutto fornito dall'improbabile marca Irradio. Mi ricordo che una sera per caso uscì fuori dalle casse la diretta del concerto dei Nirvana a Roma nel febbraio del 1994 (io avevo 15 anni, quasi).
Oggi le piastre per le cassette si sono rotte entrambe, la radio non prende granché, ma il giradischi funziona ancora. Per cui questo finto stereo rimane in bella mostra a casa mia, piazzato al posto della tv che non ho. Ci sono affezionato, anche se poverino spesso non riesce ad arrivare alla fine di un 33 giri. Verso gli ultimi solchi rallenta, si ferma, a volte si incanta e ha bisogno di una spintarella.
Così giusto per farti invidia, Jane, volevo dirti che io The Queen Is Dead ce l'ho in vinile!

Buon compleanno, The Queen is Dead!

Ieri è stato il 25° anniversario di The Queen is Dead, terzo disco degli Smiths uscito appunto il 16 giugno 1986. Per celebrare l'avvenimento, il numero di NME di questa settimana è dedicato alla Band di Manchester. Noi non siamo in Inghilterra e non possiamo correre in edicola per comprarlo, ma possiamo consolarci con questa gallery di foto scattate a quei tempi dal fotografo musicale Stephen Wright che la rivista musicale inglese ha pubblicato sul sito web.
E, per celebrare, apriamo il nostro nuovo blog con live di uno dei singoli - a mio parere - più belli degli Smiths: Bigmouth strikes again.